
IL MONDO DEI DELIRI E DEI CONTRASTI

Le decisioni sono soltanto l'inizio di qualcosa.
Quando si prende una decisione, in realtĂ si comincia a scivolare in una forte corrente che ti porta verso un luogo mai neppure sognato al momento di decidere.
(Paulo Coelho)
InTerpretaZioni del Mondo dei Deliri e dei cOntraSti
LalliLy in troppo forte per ogg...
bloodrayne83 in troppo forte per ogg...
morsoprofondo in troppo forte per ogg...
nellnoire in troppo forte per ogg...
OkkiRossi in troppo forte per ogg...
staipa in CRAVING
staipa in troppo dentro
staipa in troppo dentro
Dodafe in troppo dentro
Dodafe in troppo dentro
Un po' di mE


ho ricevuto 2 premi !

soTTo i DenTi dEl morSo
Quante vite si incrociano sotto i nostri occhi ciechi
Mi affascina immaginare e provare a scoprire quanto di sconosciuto c’è in ogni persona
Pensiamo di conoscere, ma non conosciamo mai.
Quante emozioni e quanti peccati si nascondono dietro ad uno sguardo
Quanti segreti restano tali per le persone che crediamo non siano un mistero per noi
Ogni volta che ci troviamo in compagnia di altri piccoli esseri umani
Respiriamo la loro stessa aria densa di pensieri e di scheletri nascosti
E a volte nessuno sa cosa accade quando ci voltiamo,
cos’è accaduto prima
Giochiamo in un teatrino di marionette, in balia di noi stessi e delle nostre umane paure
Giochiamo davanti a persone diverse con vestiti diversi.
Questa sono io, nel vestito rosso, bianco e nero.
i Miei traTTi diStraTTi


ViverE è la coSa più raRa del mOndO..la maGgioR parTe dElle perSone eSisTe. Oscal Wilde
troppo forte per oggi * |
AMBULATORIO DI MALATTIE INFETTIVE “Dottoressa, sono venuto per la mia terapia.” “Ecco i farmaci, prima deve fare il prelievo così controlliamo la carica virale e la conta dei leucociti.” Mi guarda come se dovesse ancora dirmi qualcosa… “Mi sei simpatica. Tu hai un modo per farmi andare via i pensieri?” “Quali pensieri?” Mi mostra disegni lineari di sangue sui suoi avambracci. “Ogni tanto con la lametta mi faccio questi tagli. Lo ha mai fatto lei dottoressa?
Mi scusi mi scusi non sono domande che si fanno mi scusi. Ho anche preso tante pillole tutte insieme una volta.
troppo dentro * |
.ed ecco che improvvisamente. .un ricordo latente mi sfiora e cerca di penetrarmi .e stavolta non riesco a bloccarlo. .i meccanismi con cui alimento la mia forza ora tremano e barcollano. .mi stupra e mi infarcisce di tristezza. .l’idea di te che non posso bruciare. .devo solo aspettare e continuare a combattere. .prima o poi da questo bozzolo di diamanti rotti e dolore soffocato. .nascerà una deliziosa farfalla. .nascerà per forza.
CRAVING * |
.Sento un fuoco crescente. .Pulsare dentro di me come lava in un vulcano ostruito. .Una piacevole iperestesia. .concentra il mio pensiero sulla mia pelle. .In una sopportabile tachipnea. .Affogo contrazioni addominali e spasmi di liquido piacere. .Sei come una droga che infetta il mio sangue. .Sul mio viso midriatico si dipingono espressioni deliziose. .Mi serve qualcosa di forte. .adesso che sono una pantera. .Non posso controllarmi ora. .Non voglio.


sTobenEstomaLe * |
Mi è bastato essere un po’sua per riuscire a sentirmi miA Ho prestato il corpo a ore per sentire meno freddO Per ricordare a me stessa quante potenzialità si nascondono dietro al dolorosO CambiamentO Sono capace di controllare le mie emozioni...solo se ne ho vogliA Ho imparato a fare i conti con me stessA Sono la regina dei ghiacci che sa bruciare di calore senza lasciarne cicatricI Sono anestesia e sto per essere consapevolezzA Sei il mio gioco, la mia terapia, il mio alcool, il mio pazientE. ...Sto bene sto malE...
angoscia latente confusa * |
che anche se potessi non potrei ricomporre da sola i pezzi di questo meravoglioso diamante che forse non era così indistruttibile come pensavo e che io stessa ho iniziato a frantumare lentamente
gelato allo zenzero * |
Splendido gioco di pensieri che scivolano liquidi e indiscreti sulla tua pelle di seta A volte di sfuma il confine tra la curiosità di avere te e l’invidia per la tua bellezza Forse l’unica scintilla di desiderio che posso tenere oggi nella mia testa Forse l’unico contatto che potrei sopportare in questo giorno di miele bruciato Sarebbe il delicato bacio della tua bocca morbida Perché oggi sono una bambola rotta E sono troppo fragile per bramare violenza
asepsi * |
Sto crescendo Ed è chiaro che se da un lato incuriosisce, crescere non è facile. Sto sbagliando per sbagliare, per imparare. Sto costruendo da sola, passo dopo passo, la forza che mi aiuterà a vivere. a Vivere Vivere nella correttezza, nell’onestà, vivere portando rispetto a me stessa e alle persone che amo Studio, leggo e imparo, con amore e stima prendo dai miei maestri i loro insegnamenti Li faccio miei con l’obiettivo di diventare Non voglio sporcarmi del marcio da cui ormai tutti comodamente si fanno infettare Non voglio scegliere la strada più facile Combatterò per uscire da questo percorso che so che modellerà il mio essere Nel bene e nel male Ma voglio uscirne pulita e limpida. Di fronte a me stessa voglio essere fiera di me Orgogliosa di essere una delle poche persone ancora pure Capace di vivere relazioni sincere E guadagnarsi con la propria fatica i successi professionali.

recitare allegria * |
Un colpo di cipria sulla guancia Che involontariamente si trasforma in carezza Un lento e anestetico scivolare di morbide setole sulla mia pelle sensibile Mi sto preparando per una festa Sento il mio corpo caldissimo…profumato e morbido. Mentre infilo le decolleté nere E indosso il vestito leggero e scollato che avevo scelto per la serata Penso che tutto vorrei tranne ridere e scherzare in mezzo alla gente Non desidero attenzioni da nessuno di coloro che stasera mi guarderanno Vorrei solo stare con Te, con questo corpo caldo e svestito Insieme a te Sotto le coperte, per accarezzarti come pochi mesi fa ci piaceva fare E invece uscirò, riderò, giocherò con la mia fatina Sarò sorridente per lei che non puo’ pensare che io non lo sia Troverò il divertimento in questo amaro vuoto Deve esserci dello zucchero anche qui e lo troverò, Non è il tuo morbido zucchero filato, Sono piccoli sorsi di zucchero di canna affogati nell'alcool Li sentirò sulla mia lingua stasera Pensando a te e cercando di non farlo.

Da quando col mio viso non trovo più le sue mani Sono stata schiva a carezze e gesti affettuosi di amici e uomini che trovavo invadenti Eppure stamattina mentre ti visitavo Provavo un profondo senso di dolcezza e tenerezza Il tuo corpicino piccolo e delicato Appoggiato alla mia mano aperta per sorreggerti Emanava un calore ed un profumo di latte Così confortanti che sarei rimasta per ore lì a prestarti attenzioni e cure Solo dopo ho capito che eri tu a curare me Con quegli occhi grandi mi intrappolavi in un’immagine piccola piccola Per un po’ ci siamo guardati con innocenza ed amore La tua mamma ti diceva che eri innamorato di me Ma io e te sapevamo che mi stavi curando Facendomi assaggiare il dolce sapore dell’innocenza Mentre ti addormentavi spensierato tra le mie braccia E il contatto del tuo viso col mio collo ha sconnesso ogni male dal mio cuore.

Un altro fluSSo * |
Ma piangi? Non guardarmi così..non riesco a stare se mi guardi così con quegli occhi azzurri, i più belli che abbia mai visto. Piango e siamo in un ristorante..non è il caso. Sei stata con qualcuno? Si...e respiravi così male e fumavi una sigaretta dietro l’altra...Scusa ma non riesco a smettere di pensare a quello che mi hai detto prima, mi fa male, ma non devi sentirti in colpa...non devi avere un senso di colpa perché se avevi l’esigenza di farlo hai fatto bene. Io no, io non ho sentito questa esigenza, sciavo sempre. Sei insostituibile e non penso che vorrò mai un’altra al posto tuo, spero di stare dieci anni da solo. Ma hai trent’anni…Si lo so ma cosa c’entra? E’ la società che ci porta a pensare che la cosa giusta sia vivere in coppia ma forse non siamo tutti fatti per stare in coppia. Io tornerei con te ma ti voglio troppo bene per farlo, anche se mi fa male dirlo e pensarlo stando con me perderesti delle occasioni di conoscere persone più simili a te che ti farebbero stare meglio. Ma io sto bene con te, o forse no? Stavamo bene, eravamo una bella coppia. Si. Stavamo benissimo e staremo ancora bene. Ma tu non volevi più fare l’amore con me alla fine o sbaglio? No è che dopo quattro anni e mezzo le cose sono diverse, e poi in casa a Bologna..al mattino sono in ospedale e non ce la facevo sempre. Io stavo bene senza ambizioni. Le ambizioni le ha ma sono diverse dalle mie. Sto troppo male Fede ti accompagno a casa sto malissimo non ce la faccio più. E non riuscivo a stringerti mentre mi portavi in motorino a casa mia. Poi io sono dovuta entrare nel nostro letto, una notte consumata in lacrime. Ho pianto anche tutta la mattina dopo in sala operatoria. Ho pianto in sala davanti ai miei professori chirurghi! Mi hanno fatta lavare almeno e ho partecipato all’intervento. Mentre operavano Roberta le tenevo la mano. Chissà se serve? Pensavo..ma quando ho lasciato la sua manina lei mi cercava. Continuo ad avere il desiderio di essere incinta di te. Mi piaceva da morire anche quel neonato down con l’ascite. Era bellissimo nella sua imperfezione. Era in un nido di stoffa perché così sentiva meno di essere solo, senza la mamma. Voglio un nido.

FluSSo di coScienzA * |
Lo avresti mai detto nel mio letto si io invece no sai beh è anche vero che ti eri arrabbiato si mi ero arrabbiato era troppo presto per me non sono riuscita a dare cpn eppure potevo studiare ma però non potevo sto confondendo l’essere single con l’essere in vacanza e meno male che c’è quel dottore che è carino con me se no con tutta quella concorrenza come farei ad imparare e cristian quando ha visto la panna nella borsa voleva venire anche lui che figura mi piace essere la tua troia dillo ancora se stiamo qui così va a finire che ci addormentiamo per me non è un problema anzi mi fa piacere se resti qui a dormire giochiamo come dico io e le regole sono le mie ti va bene si sono curioso ti lascio carta bianca io non capisco perchè dovresti tornare mi sembra chiaro che non eri innamorata sai che anche oggi non avevo niente sotto il trench non ci credo e invece si mi piace stupire prendi la pillola almeno serve a qualcosa certo che dovrò rimandare gli esami ematologici chissà perché tremo sempre davanti a lui tremo tantissimo ed è così insulso ma mi toglie il respiro quelle mani che mi stringono il collo dove vai meglio se vado a casa perché non stai bene si sto bene ma ci sono i miei e cosa gli dico va bene oggi ero triste perché finisce la stagione anche se nevica anche adesso qui a cortina sai però adesso sono più triste perché mi hai chiamato ma come hai i capelli sono sempre quelli che belli sono ricci e morbidi come sempre che belli e tu sorridi al telefono maledetta questa cornetta mi separa dalla tua bocca vorrei poterti avere ma non riesco a prenderti eppure oggi vorrei essere incinta di te ma ieri ero diversa da oggi e non posso fare un bambino così quella panna sul tuo petto quelle mani sui miei fianchi e il raso sugli occhi blu come mi stringevi come mi premevi eppure sembravamo innamorati anche se c’è il vuoto tra i nostri cuori non c’è niente eppure è molto intenso ma ieri era come se fossimo senza fiato e mi volevi stringere e subito non volevo poi va bene poi proprio mi piaceva ma dopo un po’ non potevo stare fuori da quelle braccia forti come alla giulia anche a lei piace scusa se oggi ti ho parlato di lui data la tua situazione forse non avrei dovuto chissà dove ci porterà questo scivolare allegro su una tristezza di marmo serve un martini cooler o forse fa solo casino forse no ed è tutto un autoincentivarsi verso una strada
un momento mio * |
Potrei restare ore ad ammirare la bellezza femminilE Le sinuose forme del corpo di una donna così bellA Sono molto più deliziose di statuari fisici maschilI
Oggi vorrei avere i capelli biondi come mielE E guardarmi allo specchio per ore vedendo un corpo diverso e meravigliosO Vorrei essere magneticamente attratta da me stessa nell’immagine riflessA Sporcarmi con questo morbido bacio rossO Sentire questo rossetto dalla forma squisitA Sciogliersi sulle mie labbra socchiusE I miei capelli resteranno fili di liquirizia nerA Ma ora posso giocare col mio chanel n.14 Solo per mE
Scivolavo tra la gente divertita e scherzavo con le mie amiche Confinavo in pochi sguardi fugaci Il ricordo di quella nostra notte di graffi e carezze. Poi una mano forte scivolò sulla mia schiena verso la testa Un desiderio crescente di sentirla impossessarsi del mio corpo mi avvolse Disegnando una carezza che avrei voluto si trasformasse in graffio Godendo della mia attesa curiosa Tra i miei capelli si insinuava lenta Ma percepivo la sicurezza con cui sapeva di potermi controllare Il veleno con cui mi avevi infettata iniziava a pulsare nuovamente nelle mie arterie pulite Improvvisamente come una morsa quella mano mi strinse Chiudendo i miei ricci e la nuca in un pugno saldo Restai paralizzata e obbediente come un cucciolo preso al collo dalla gatta Inebriata dai tuoi giochi irresistibili Improvvisamente mi lascio crollare in quella trappola di rose Solo perché so che in realtà sei tu il mio giocattolo Il mio strumento di fantasia

briciole benzodiazepiniche * |
"Sometimes I even cut myself to see how much it bleeds.
It's like adrenaline. The Pain is such a sudden rush for me."
il mio gioco * |
Vuoi giocare con me? Il gioco lo decido io però… Raso rosso sui miei occhi blu E dopo qualche infinito secondo di attesa Sentii il bacio dolce di una fragola sulla mia bocca Il profumo delle sue labbra carnose si scioglieva nella dolce freschezza dei frutti rossi Mentre i suoi morsi delicati li assaggiavano avidamente insieme a me Poi arrivò il liquido ed il freddo Vino rosso sulla mia pelle accarezzata da bollicine profumate La sua morbida lingua disegnava pennellate calde e umide Consumando quel nettare blandamente alcolico dal mio petto Il mio tentativo di avvicinarla, di decidere Fu subito interrotto dalla stretta morsa di un nuovo nastro attorno al mio collo Sentivo le sue mani e la sua bocca Scivolare con una lentezza disarmante sul mio corpo Non potevo toccarla Ed era straziante la percezione del suo respiro tiepido che solleticava la mia pelle Ero incastrato in un gioco piacevolmente rischioso Quel morbido raso costringeva i miei respiri sempre più profondi Premendo come i suoi denti sul mio collo Poi arrivò il vuoto Non avvertivo più la sua presenza Dopo essermi liberato da quella dolce prigione Mi accorsi che di lei erano rimasti solo graffi sulla mia pelle.

una nuova scintilla di me * |
Sto indossando troppe mascherE Fino a rischiare di confondermI Non sono sicura di conoscermi, non capisco cosa voglio e cosa cercO Cosa reprimo e cosa invece non desiderO Posso solo parlarne prendendomi in girO Il ghiaccio che mi avvolgE Che si attacca alla mia pelle in un bruciore in cui mi sento vivA Che mi spinge ad allontanarmi dalle tue mani insulse che mi cercanO Infondo so benissimo di non volerti mio, che di te non è l’amore che mi interessA Che il mio cuore è tutto da un’altra partE Ma tu mi hai drogata di vuoto ardente e non posso respirare se ricordO Ti ho permesso di estrarre parti selvagge ed assopite del mio esserE Mi hai infettata e nel mio sangue ora brucia fuoco liquidO Come endovena di caffeinA Le mie pupille sono dilatate e piene di nerO E chissà come ma il pensiero del tuo corpo avvinghiato ad altre gambE Più che infastidirmi mi fa esplodere di stelline che mi solleticano piacevolmentE

Sento i pugni delle tue spinte nel mio ventre Ogni movimento evoca un dolore sottile Che mi fa compagnia e mi inonda di soddisfazione Le mie fantasie hanno preso forma in quel letto disfatto Teatro di morsi, urla e catene sciolte. Sul confine tra la passione e la violenza Ho graffiato il cielo con i miei artigli felini Spingendo il fuoco contro i tuoi denti e il tuo petto Per sciogliermi poi in lenti sospiri caldi e vellutati Respirando quel tuo profumo che da troppo tempo pulsava nella mia testa.


A Lady Lovely * |
Siamo scivolate, tenendoci per mano, in un piacevole e frizzante vortice di sensazioni zuccherine. Giocando come bimbe, abbiamo messo da parte la razionalità e tutta la maturità che abbiamo costruito nel corso della nostra vita. Ora, con occhi diversi, ripercorriamo le stesse strade su cui siamo cresciute, svelando dei dettagli prima solo immaginati… ed è come soffiare al vento polvere d’oro per preferire il bacio suadente di effimere sensazioni frivole che come etanolo sublimano nell’aria deliziando e lasciando un vuoto ridente. Comunque sia...in questo assurdo e per questo adorabile gioco infantile Sento sempre la tua mano che stringe la mia Vibriamo vicine come due corde della stessa chitarra E forse, insieme, nella nostra scivolata, ci stiamo graffiando senza accorgercene Sanguineremo piano e resteranno le stesse cicatrici tatuate sulla nostra pelle Credo che il dolore si sentirà solo al termine dell’anestesia, ma ce lo saremo guadagnato.

Iperestesia * |
In qualche modo la bocca è il centro del mio sentirE Quasi inconsciamente legata ad un istinto primordialE Adoro avvicinare alla mia bocca quello che voglio amare o scoprirE Premere le labbra morbide sulla buccia vellutata e fresca di una pescA Per assaporarne il profumo mentre ne studio il profilo col tattO, Spalmare sul vetro freddo del bicchiere di cristallo le mie labbra tiepidE Attratta dal giocoso rischio di romperlO Mi piace quanto leccare le lacrime fredde del cielo nelle giornate uggiosE Adesso voglio sentire anche con la golA Ho voglia di mordere un goloso soufflè al cioccolato nerO Per sentirne il ripieno denso invadere il mio corpo col suo bollente bacio umidO
RACCONTO * |
La porta a vetri si chiuse rumorosamente e Claudia, come ogni domenica sera, si accingeva, dopo il solito aperitivo lungo, a prepararsi per dormire, dato che l’indomani l’avrebbe aspettata una lunga giornata. Dedicandosi ad un vizietto a cui ormai era abituata, aprì il frigorifero alla ricerca di qualche piccolo dolcetto per coccolarsi prima di andare a letto, quando sentì suonare il cellulare, era un sms di Alessio: “Sei già a letto? E se invece torni fuori ed esci con me e Marco?”. Claudia sorrise e dentro si sé pensò che da una vita ormai era abituata a ragionare in un certo modo, da poco era uscita da una storia importante che la aveva abituata ad evitare questo tipo di circostanze, ragion per cui le considerava automaticamente “sbagliate”. Claudia era una brava ragazza, non era certo tra le sue abitudini quella di uscire per un nuovo inizio serata alle 2 di notte, sapendo che il lunedì, ormai decisamente vicino, avrebbe dovuto lavorare intensamente. “E se per una volta invece la maschera si rompesse? E se fossi proprio io ora a fare una bravata?” mille pensieri le invasero la testa, “infondo”, si disse, “non vivo più in una coppia, posso fare quello che mi pare, non devo rendere conto di niente a nessuno, non importa se i miei si svegliano e non mi trovano a letto e poi non è detto che non si tratti di una semplice uscita amichevole, anzi sicuramente sarà così!”. Decisa del fatto che era arrivato il momento, per lei, di smetterla di pensare, rispose, quasi forzandosi ad un desiderio che non pensava di avere, che entro pochi minuti si sarebbe fatta trovare nella via di casa sua. Uscì di casa chiudendo quella porta con il minor rumore possibile, un’audi nera, grande ed uguale a quella di suo padre, la aspettava parcheggiata davanti al giardino. Si sedette sui sedili posteriori, con la testa piena di pensieri: “Come faccio eventualmente ad evitare situazioni imbarazzanti? Ma perché poi dovrei evitare situazioni imbarazzanti?” L’auto partì, guidava Alessio. “A quest’ora è tutto chiuso, possiamo andare solo da te, Marco”. Marco era il proprietario di un bar di tendenza della città. Entrarono nel locale chiuso, diversamente dal solito era vuoto, il silenzio era sporcato solo dalla macchina del ghiaccio..stranamente assomigliava al rumore del mare. Claudia era un po’ agitata ma comunque divertita dalla situazione. Marco e Alessio lavoravano da tempo in quel lunge bar, piccolo ma minuziosamente curato. La portarono, per la prima volta, dietro al bancone, quel bancone a cui era solita affacciarsi per ordinare, proprio a loro, gustosi cocktails colorati da sorseggiare con le amiche, rendendo allegre e speciali molte serate. Insieme mescolarono diversi sapori, Claudia si divertiva a giocare coi colori e con i frutti, si compiaceva di scoprire quanto fosse divertente frullare diversi ingredienti per creare long drinks alcolici che, anche se non erano proprio così buoni da poter essere proposti, era comunque gustoso inventarli ed assaggiarli. Quel sapore di frutta e di liquori ormai si percepiva anche nella testa, tutto sembrava più confuso ed ovattato, tra risate e sorsi di liquidi forti, dolci e amari. Sentì, ad un tratto, come fosse in sordina, il freddo ma piacevolmente scioglievole disegno di un cubetto di ghiaccio che scivolava sulla sua schiena scoperta. Chiuse gli occhi d’istinto e si accorse che, per la lentezza con cui quel freddo tocco scendeva lungo l’incavo del dorso, sicuramente non era finito lì per caso, ma era una mano attenta a guidarlo lungo il suo corpo caldo. Poco dopo aprì gli occhi, sentendo le labbra morbide di Marco sulla sua bocca socchiusa. Mentre quel bacio continuava a sciogliersi sulle labbra morbide di Claudia, Marco le si avvicinava sempre di più, premendo il suo corpo contro quello di lei, spingendolo verso il ghiaccio e le mani di Alessio. Il cubetto si era ormai sciolto del tutto e ne era rimasto solo un velo d’acqua fresca, che si srotolava in gocce lungo la schiena scoperta. Oscillavano insieme tra sorrisi maliziosi e confusi, una nebbia alcolica permetteva ai loro pensieri di farsi reali e di prendere forma sui loro corpi, quasi senza inibizioni. Claudia barcollava tra di loro, in un atteggiamento falsamente ingenuo che le permetteva di accettare e di gustare il lento scivolare del suo abito nero che si spostava piano, scoprendo il suo corpo caldamente imbarazzato.

PREMIO 10eLODE * |